Il manipolatore affettivo

Mi cambiarono il prof. di un fondamentale, feci l'esame, lo superai e
quando andai per verbalizzarlo, fummo costrette, io e delle ragazze, a
stare fuori dal suo ufficio per un bel po’. Dopo uscì una ragazza che
sorridendo cercava di ricomporsi.
Entrammo ed attirai la sua attenzione al punto che con una scusa mi chiese
il numero di cellulare che io non gli diedi in quanto se ci fossero stati
problemi relativi alla verbalizzazione la segreteria mi avrebbe
contattato.
Mi notò un giorno in corridoio che facevo la fila in attesa di sostenere
un esame, mi si avvicinò sorridente facendomi un "in bocca al lupo".
Lo rividi dopo qualche mese in quanto dovevo seguire un "fondamentale" di
cui lui era il prof.
Mi diede una buona impressione nonostante l'episodio dell'ufficio,
sembrava un bravo ragazzo, dolce, sorridente e dopo alcuni giorni di corso
cominciò a guardarmi in modo molto insistente, mi fissava negli occhi, mi
sorrideva, fingeva di tremare dall'emozione alla mia vista; alla lavagna
quando lo guardavo, fingeva di non ricordarsi più le formule, e questo
davanti ad un'aula piena di ragazzi.
Nel giro di un mese capì di essermi infatuata, cotta come una pera; ci ero
cascata e lui era proprio un bravo "ATTORE".
Premetto che ero e sono fidanzata da molto con lo stesso ragazzo con cui
le cose andavano poco bene e cominciai ad andare in crisi.
Io sono più che convinta che si fosse accorto che il suo "pesce" aveva
abboccato perché con diverse scuse cercava di farsi notare da me anche
durante altri corsi.
Sostenni l'esame inerente alla sua materia diverse volte nonostante avessi
studiato, mi bocciava per obbligarmi ad andarne e parlarne nel suo ufficio
per poi approfittare del fatto che io ero presa da lui.
Avevo paura , lo evitavo, mi sentivo disarmata davanti a lui e non mi
fidavo...........ma nonostante questo lo pensavo sempre.
Tentai l'esame per la quarta volta, dato che ero l'unica a sostenere lo
scritto, restai in aula a scrivere mentre gli altri sostenevano l'orlale
davanti a me.
Quando restammo soli si avvicinò dicendomi che sarei stata trattata come
le altre. Io gli risposi che era quello che volevo.
Mi provocava, cercava delle reazioni e ad un certo punto quando gli ho
fatto una domanda per capire se anche lui si era innamorato, lui mi ha
risposto che non mi aveva mai vista, che era la prima volta che mi
vedeva.
Io ho fatto per andarmene e lui mi ha preso il braccio dicendomi che se
volevo dirgli qualcosa quello era il momento giusto.
Mi sono trattenuta ma poi glielo detto e lui mi ha stretto le mani e ci
siamo baciati.
Abbiamo parlato anche se in realtà parlavo solo io, lui ascoltava ed usava
un linguaggio poco chiaro(ho scoperto dopo che i narcisisti perversi usano
un linguaggio ambiguo per indurre in confusione).
Io gli ho fatto capire che nonostante provassi qualcosa per lui non ero
intenzionata a tradire il mio ragazzo e poi lui era sposato ed aveva una
bimba di pochi mesi.
Me ne andai.
Superai lo scritto e il giorno della verbalizzazione portai un'amica
perché io avevo paura di restare sola con lui.
Dopo un po’ cominciarono ad arrivare telefonate anonime, mute, circolavano
voci in facoltà su noi, della ns. relazione;
mi ridevano dietro, mi insultavano e la sua assistente mi minacciava.
Professori che non conoscevo sapevano di me, lui mi aveva descritto bene a loro
tanto che era come se mi avessero già vista e loro dicevano al mio
passaggio che io ero la ragazza di cui il prof. si era infatuato.
Mi chiamò a casa.
Parlammo e ci sentimmo per un po’ di mesi, ci vedemmo anche due volte ma ci
baciammo "a stampo", nonostante le sue pressioni di andare oltre.
Le chiacchierate al telefono erano ambigue, mi parlava sempre della
bambina, della moglie, cercava di farmi del male, studiava il mio
carattere, i miei punti deboli per vedere "quali tasti premere per
condizionarmi".
Mi faceva sentire in colpa ed un giorno mi disse che io credevo all'amore
platonico e per questo aveva messo in cinta sua moglie e che presto
sarebbe ridiventato papà.( Ho saputo solo dopo diversi mesi che era una
balla)
Rimasi malissimo, lo offesi, lui continuava a chiamarmi, continuavano le
umiliazioni, ero stata isolata a scuola, pensavano che me la intendessi
con lui.
Una volta vedendomi nei corridoi mi disse di andare nel suo ufficio perché
mi voleva parlare; lasciai la porta aperta e dopo poche parole, mettendo
davanti a me il libro di una materia relativa ad un esame che dovevo
sostenere di cui suo cognato era il prof., mi disse testuali parole:"sono
libero dalle 11:00 alle 2:00.
Io non risposi nulla e me ne andai.
Al momento non ci pensai, solo ora le ho identificate come molestie
sessuali.
Mi stava convincendo a fare la tesi con lui ma grazie ad un'amica
d'infanzia che ha cominciato ad aprirmi gli occhi, io l'ho chiesta ad un
altra prof.
Alla notizia di ciò lui mi ha minacciata, ricattata , dicendomi che non
avrei passato gli altri esami, che mi ero scavata la fossa e che "avevo i
giorni contati".
Da allora ha svelato la sua vera natura; la cattiveria che prima era
celata, diventa palese e si manifesta attraverso il mobbing che vede lui
protagonista seguito da suo cognato, prof, della facoltà ed altri prof.
del suo Dipartimento.
I suoi colleghi mi bocciavano anche se studiavo, facevano allusioni,
cercavano di farmi crollare, mi insultavano, mi facevano pernacchie e con
loro le assistenti e dottorande dei loro dipartimenti ( secondo me lui e i
suoi colleghi avevano ed hanno ancora rapporti sessuali con loro in cambio
di avanzamento di carriera e secondo me sono esse stesse plagiate in
quanto lui se ne serviva per venirmi a controllare).
Venivano nel laboratorio in cui stavo preparando la tesi, mettevano
zizzania, mi calunniavano, parlavano di questa relazione fantasma tra me e
lui, mi provocavano, cercavano di isolarmi.
Spesso arrivavano telefonate dal suo ufficio al laboratorio in cui mi
esercitavano in cui si facevano allusioni, cercava di convincermi che
sarei stata la sua nuova assistente, futura dottoranda, e in questo lo
aiutavano anche altre ragazze che in mia presenza parlavano soltanto di
lui.
Condizionava loro per arrivare a condizionare me.
A volte è capitato che le stesse persone che mi umiliavano si trovavano a
farmi dei complimenti (ho scoperto poi che questa tecnica creava
insicurezza e indipendenza).
Le lusinghe in realtà sono arrivate soprattutto all'inizio (tecnica love
bombing) e poi vedendo che non sono riusciti a covincermi, il tutto è
degenerato con la violenza esplicita.
Nel giro di poco avevo la facoltà contro di me, non so che altro andassero
dicendo ma ciò che è certo è che anche nel mio Paese circolavano e
circolano voci sul mio canto, negative.
Addirittura un'amica della mia ex cognata che lavora in segretaria ha
fatto arrivare all'orecchio di mio fratello che io avevo una relazione con
il prof.
Ha chiamato a casa dicendo a mio padre che era un mio amico e che voleva
parlare con me.
Il tutto è stato fatto con l'intento di isolarmi, di farmi lasciare dal
ragazzo in modo che non avrei avuto nessuno pronto ad aiutarmi e ad
"aprirmi gli occhi " In riguardo.
Riguardo il mobbing, io all'inizio non me ne sono accorta, ero incredula,
non capivo perché se la prendessero con me, pensavo di esagerare, di
essere paranoica, non conoscevo questa "strategia di isolamento e di
violenza".
Ad informarmi in riguardo è stata una volontaria del centro antiviolenza
più vicino al mio Paese.
Da allora ho cominciato ad informarmi, ne ho parlato con il mio ragazzo,
con i miei familiari e con gli amici più stretti.
Ho capito di essere stata plagiata e per questo ho cominciato a studiare
la tecnica del controllo mentale.
Su internet ho comprato un libro di Steven Hassen dal titolo "Mentalmente
liberi", e da lì ho cominciato la salita.
Ho letto diversi libri di psicologia come "Sottomesse" e "Molestie morali"
di Hirigoyen e altri che parlavano del "vampiro affettivo" sinonimo di
narcisista perverso.
Ho imparato il concetto di violenza, le varie tipologie e piano piano ho
riacquistato la mia dignità, il mio coraggio di vivere, di andare avanti.
Ancora oggi mette in giro voci che è innamorato di me, mi fa squilli e
telefonate mute; la scorsa settimana mi è arrivata una pernacchia (forse
con l'intento di umiliarmi e provocarmi) per telefono, continua a
plagiarmi, è nei miei pensieri, è un MOSTRO senza scrupoli, senza
sentimenti.
Io credo che abbia un disturbo della personalità , forse psicopatico, non
so, in quanto oltre a tutto ciò mi ha anche inseguita in bici dicendomi
che "mi avrebbe atteso al varco".
Nei momenti di difficoltà, quando mi viene in mente, quando penso che
forse è innamorato di me, mi metto su internet e leggo tutto ciò che trovo
riguardo il manipolatore affettivo, perché penso che lui sia questo, un
narcisista perverso, interessato solo a se stesso, non empatico,
indifferente agli altri, interessato solo al mio corpo, a possedermi,
disposto a tutto per questo, anche a distruggermi la vita.
Quando racconto la mia storia, alcuni mi dicono che sembra un film e si
meravigliano a pensare che ho sopportato tutto ciò, che sono riuscita a
laurearmi. (Quando mi sono resa conto del mobbing, io e il mio ragazzo tramite un
paesano che lavora in facoltà, gli abbiamo fatto giungere all'orecchio che
ero intenzionata a denunciarli e mio fratello e il mio ragazzo sono anche
andati nei loro uffici a parlargli e a minacciarli).
Lui e i suoi compari quando hanno visto che parlavo di mobbing, cercavano
di convincermi che avevo frainteso, mi dicevano che ero pazza, che mi ero
immaginata tutto.
La sua assistente e le altre dottorande mettevano voci in giro che ero
"strana". Mi faceva sentire brutta, mi dicevano che ero una racchia, uno
"spaventapasseri".
Per ciò che mi è accaduto, mi sono sentita tradita, umiliata, mi hanno
"Maciullato"per un periodo ma per fortuna ora sono più forte di prima
anche se a volte ho dei momenti di abbattimento in cui non riesco ad essere
"lucida" riguardo a lui o forse non riesco ad ammettere che sia una persona
malvagia, un "vampiro" che mi aveva succhiato anima e cervello.
Non avevo più interessi, non riuscivo a studiare, mi mancava la
concentrazione, mi mancava la fiducia in me stessa, ero insonne, mi ero
isolata,ero depressa, talmente DIPENDENTE da lui che quando non lo vedevo, stavo male,

avvertivo sintomi simili a quelli dovuti all'astinenza da un farmaco.
Nonostante ciò ci sono giorni che non riesco ad odiarlo , mi sembra quasi
che mi manchi e giorni invece che essendo obiettiva lo vorrei vedere
morto.
Spero che mi scriviate dicendomi che pensate di lui, ho bisogno di
confronti, di pareri.
Secondo voi, lui è innamorato di me?
Ha qualche disturbo della personalità ?


Elena

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