Nella mia infanzia risiedono i miei problemi

Reputo che possa essere interessante quello che ho da raccontare, sulla mia pelle, fra le piaghe del mio cuore si sono impresse molte ferite diverse seppur all'anagrafe il mio nome giace supino al fianco di un bel 22, aggiungerei io portati maluccio.

Da piccolissimo ho sofferto di "dermatite atopica", avevo croste un po’ ovunque, sulle mani come stimmate, fra i capelli, sui lobi.
Avevo di continuo una febbre altissima, i miei erano preoccupatissimi per la mia condizione, iniziai una cura da uno specialista, le cose cominciarono ad andare meglio ma dovetti aspettare almeno un decennio perché quelle croste scomparissero dalla mia pelle lasciandomi però un segno indelebile nell'anima, il mostro, l'estraneo (the outsider dell’omonimo racconto di H. P. Lovecraft), il diverso.

In quegli anni iniziarono i primi incubi ossessivi, appena chiudevo gli occhi sognavo di stare in un labirinto e di non riuscire a trovare la via per uscire accorgendomi drammaticamente che una via non esisteva. Allora scoppiavo in un pianto disperato.
Poi la prima visione.
Vedevo sull'uscio della porta una signora anziana curva con uno scialle sulle spalle che mi osservava immobile, era sempre lì tutte le sere.

Questa visione andò via quando inventai un amico immaginario con cui tutt'ora dialogo e che oltre ad essere amico e figlio fa spesso anche le veci di fidanzata.
In quegli anni mio padre non c'era e quando c'era picchiava. Ematomi e croste sulla pelle, così andavo in giro nel mondo, così mi mostravo ai miei simili.

Credo che nella mia infanzia risiedano tutti i miei problemi, da lì in poi sono successe tante cose, tante brutte esperienze, tante esperienze formative, altre visioni, una forte empatia.

Ora sono un poeta, uno scrittore, un musicista, per me la creatività è l'unica ancora di salvezza.

So di essere pazzo, ma ne vado fiero. Grazie!

Fabio

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la differenza
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