Rinascere si può

Alla soglia dei trent'anni sto imparando a conoscere me stessa, ad avere consapevolezza della mia storia familiare e personale, a convivere con il mio disturbo di personalità.

"Borderline"... appellativo che io stessa mi sono data per anni, "una povera borderline" che, nella mia mente, equivaleva a dire pazza, squilibrata, disadattata, senza speranza... ora posso dire che Borderline è il nome del mio problema ma che io sono moltopiù del mio problema.
Oggi posso guardare il cielo a testa alta e ringraziare la vita per il dolore che mi ha fatto vivere, per le persone che mi sono state accanto, per il lavoro di psicoterapia che ho intrapreso ormai da 10 anni...ma per far questo ho dovuto attraversare il mio dolore, andare fino all'uscio dell'oblìo e decidere, (io e solo io potevo farlo), di rinascere, di dare a me stessa la possibilità di sorridere, possibilità che, dal giorno in cui sono nata, mi è stata negata.

Sono figlia di madre anoressica e depressa, una madre iperprotettiva, iper narcisista, una madre che ha fatto del ricatto e della manipolazione il suo cavallo di battaglia. Ma non lo sapeva e ancora non lo sa...non ha mai voluto farsi curare, non ha mai ammesso di avere un problema ed io non potevo sapere... mi sentivo solo colpevole, desideravo solo "salvarla" perchè era l'unica possibilità di salvare me stessa.
Ma è stato quando ho ammesso, urlando di dolore, che mia madre non mi ha mai amata che ho cominciato a vedere me stessa con gli occhi dell'amore, quell'amore che non ho mai ricevuto nella mia infanzia e adolescenza e la cui mancanza ha creato in me un bisogno immenso di riempire il vuoto con qualunque cosa o persona, purchè non dovessi sentire più quella sensazione di nulla totale e di morte.

Il mio percorso di crescita interiore e di guarigione non si è certo concluso, forse non si concluderà mai. Perchè ho sempre da scoprire, da rielaborare, da formarmi, da maturare... ma sento di poter dire che sono nata una seconda volta o sono nata davvero...

A tutti quei genitori che hanno dei problemi personali vorrei dire di mettersi in discussione, di non trascurarli, di prendere coraggio e affrontarli perchè è l'unico modo che avete per amare i vostri figli: amare voi stessi.

A tutti i figli e a tutti coloro che soffrono del mio disturbo vorrei dire che vivere è bello, che ci si può riuscire, che non c'è nulla che noi non possiamo fare per noi stessi, per imparare ad amarci e così ad amare in maniera sana, senza paura di essere abbandonati, senza la "compagnia" di un vuoto atroce che paralizza la mente ed il cuore.

Stare soli si può, la solitudine può essere una ricchezza, anche il dolore ha un senso, anche quando ci acceca, anche essere borderline ha un senso perchè dietro a questa "categoria diagnostica" si cela sempre una persona unica, irripetibile che ha bisogno di amare e di essere amata; che ha bisogno di relazioni sane, di autonomia, di condivisione, di fiducia... rinascere si può, basta poco, non significa dover raggiungere chissà quale meta, non vuol dire stravolgere la propria vita ma semplicemente imparare a guardarla con occhi nuovi, i nostri... imparare ad entrare dentro noi stessi, a rivivere il dolore per trasformarlo in crescita, in VITA!

Greta

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