| Mio figlio ha la sindrome di Pierino |
Sono la mamma di tre figli meravigliosi e nonna orgogliosa di un bimbo di 15 mesi. Ho trovato due siti sull'argomento del DDAI (Disturbo da Deficit dell'Attenzione/Iperattività) e che mi hanno fornito informazioni sui centri più vicini a casa mia specializzati nella diagnosi. E' stato monitorato per due mesi e già dalle prime dosi, praticamente omeopatiche, abbiamo notato tutti la differenza nel suo comportamento, a scuola e a casa. Un solo effetto collaterale in via di risoluzione: un calo nell'appetito, non di eccessiva entità. Siamo tutti molto felici, sappiamo che la cura forse non durerà più di due anni e che non porta assuefazione. Ringrazio le Dottoresse che lo seguono, tutto il reparto di Neuropsichiatria infantile e le insegnanti della classe 5 elementare che con amore, pazienza e professionalità hanno saputo intervenire nei momenti più difficili del percorso scolastico (e non solo) di nostro figlio. Fine prima parte Siamo in tilt... Ha assunto un atteggiamento provocatorio oppositivo, a scuola è quasi ingestibile anche se i suoi voti si mantengono buoni. Il comportamento invece è un disastro... spendiamo 40 euro la settimana dalla
psicologa e prepariamo il terreno per l’inserimento alla prima media. Fine seconda parte Dopo il consiglio del referente A.I.F.A. siamo stati dal dott. X che dopo averci ascoltato ha fatto una diagnosi di deficit d'attenzione e atteggiamenti provocatori-oppostivi. Ha tolto il farmaco che prendeva e ne ha un altro, naturalmente con un supporto psicologico costante e ci ha consigliato il rafforzamento della "consistenza" della famiglia... che fatica!!!!!!!!! A fine marzo ritorneremo e si vedrà se passare al Ritalin. A scuola, dopo la scheda con l'insufficienza di comportamento si sta autocontrollando abbastanza, ma non sempre ci riesce. A casa va un po' meglio: stiamo utilizzando una tabelle con le crocette concordata con la psico e fra di noi. A scuola stiamo ancora aspettando che gli venga attribuito un punteggio sufficiente per fare il capoclasse almeno una volta... Si lavora per il prossimo anno quando passerà alla secondaria di primo grado, dove non riceverà le attenzioni che riceve adesso da alcune insegnanti... magari sarà meglio, chissà. La cosa peggiore è che ad un bambino come il mio non viene quasi mai concessa quell'attenzione dovuta ai bambini che soffrono un disagio: paradossalmente mi viene da pensare che riceverebbe più comprensione se avesse un handicap palese, magari un ritardo mentale! A scuola le insegnanti sono divise in due "fazioni": quelle che capiscono e si impegnano a dargli quelle opportunità che gli permetterebbero di affrontare più serenamente le sue ansie e i suoi problemi e quelle che fanno finta, che vanno a colloquio dalla sua psicologa ma poi lo umiliano... penso che fondamentalmente siano scettiche circa la diagnosi fatta. Forse per loro è il classico bambino maleducato e viziato, la cui famiglia non ha strumenti e autorevolezza sufficiente per gestire la sua personalità esuberante. A volte mi domando se sia giusto cercare di rimodellarlo secondo canoni socialmente accettabili, magari a scapito delle sue doti di genialità, creatività e simpatia, nonostante tutto, neutralizzando quella punta di “pazzia” che lo rende unico. Poi mi scontro con la cruda realtà e mi rendo conto che la vita, per essere vivibile, ci evolve, ci rimodella costantemente preparandoci ad accettare situazioni nuove... ci propone convenzioni e schemi. L'ideale però sarebbe non perdere per strada quel " Pierino la peste" che esce fuori quando ci sentiamo liberi da tutto e da tutti quando, forse, stiamo veramente bene. Forse la sua non è una malattia... forse è un modo di essere....forse. Giovanna da Ovada Vedi tutti gli articoli pubblicati dall'autore |