Stili educativi

Lo stile educativo è la modalità applicata dal genitore, o chi ne fa le veci, nella relazione con il bambino.

Un corretto stile educativo permetterà al bambino di diventare autonomo, sviluppare le proprie potenzialità, tollerare la frustrazione, avere soddisfacenti relazioni sociali e sentimentali.

Un corretto stile educativo dovrebbe essere coerente, ovvero dare risposte sempre simili per comportamenti simili.
Ad esempio, un bambino che strappa dalle mani del fratellino un gioco andrà sempre sgridato, altrimenti, se a volte viene sgridato ("ridai subito il gioco a tuo fratello!"), a volte trattato con indifferenza (nessuna reazione da parte dei genitori), a volte riceve attenzioni ("ma guarda che furbetto!"), potrebbe andare in confusione e non sapere se sta sbagliando o no.

I principali stili inadeguati, che creano malessere nel bambino, sono i seguenti:

  • Stile ipercritico: la paura di sbagliare porta il bambino ad isolarsi, la bassa autostima impedisce relazioni soddisfacenti. Per evitare di sbagliare, si finisce con l’evitare di agire.
  • Stile iperprotettivo: crea bambini ansiosi, egocentrici, che non sopportano la frustrazione e non riescono ad ambientarsi al di fuori della famiglia.
  • Stile perfezionistico: il bambino ha paura di essere disapprovato, vuole che le sue prestazioni siano sempre perfette. Quando si cimenta in qualcosa è molto ansioso, l’errore è vissuto come catastrofe.
  • Stile iperansioso: crea bambini timorosi, che fuggono le novità alla ricerca della sicurezza in modo ossessivo.
  • Stile incoerente: la imprevedibilità della risposta che il genitore fornisce al bambino lo confonde. Questo porta a disturbi del comportamento, ansia, aggressività, insicurezza.

Alessandra Banche

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