La diffusione dell'anoressia

Il primo interesse scientifico per l’anoressia risale agli anni ’70 del secolo scorso, periodo a cui risalgono le prime vittime di tale malattia.
In quel periodo si assiste ad una trasformazione della figura femminile, la donna desiderabile non è più tutta curve, con un corpo provocante (basta pensare al modello rappresentato da Sophia Loren), ma il corpo può ora sparire.
Nasce così il mito della modella magrissima, assolutamente da imitare.

In realtà l’anoressia è sempre esistita, ma era un tempo meno diffusa.
Basti pensare al fenomeno delle sante anoressiche (ad esempio, Santa Caterina da Siena), ammirate e venerate per la loro forza di volontà che permetteva di rinunciare ai bisogni del corpo in nome di una giusta causa.
Oppure, ai numerosi guru, santoni e asceti che riescono a digiunare per giorni e giorni, riducendo al minimo l’apporto calorico per dedicarsi ad attività “superiori”, quali la meditazione.

Attualmente l’anoressia presenta le seguenti caratteristiche all’interno della popolazione:

colpisce lo 0,28% delle donne dei paesi occidentali

il 90-95% dei malati è di sesso femminile.
Tra gli uomini, sembrerebbe che gli omosessuali abbiano maggiori probabilità di ammalarsi

in Italia, i malati sono così distribuiti: 0,36% al nord, 0,4-0,36% al centro, 0,2% al sud

l’età di insorgenza è tra i 12 e i 25 anni.
Sono rarissimi i casi di insorgenza dopo i 40 anni

la prognosi è migliore se la malattia si sviluppa nella prima adolescenza

i familiari di primo grado di persone che a loro volta hanno sofferto di anoressia nervosa hanno maggiore probabilità di ammalarsi

la malattia è rara nella cultura non occidentale

la malattia sembra essere di comune riscontro negli Stati Uniti d’America, Canada, Europa, Australia, Giappone, Nuova Zelanda e Sud Africa

non vi sono differenze di classe sociale (in passato, colpiva maggiormente le persone benestanti)

è molto frequente nel mondo della moda e della danza (dove, per avere successo, è obbligatorio essere sotto peso)

il quoziente intellettivo dei malati è nella norma (un tempo si pensava fossero molto intelligenti).

Alessandra Banche

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disturbi alimentari
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