Bulimia

La bulimia nervosa è un disturbo che sembrerebbe interessare l'1% delle ragazze adolescenti e giovani adulte.
Essa si distingue dall'anoressia perché la paziente ha un peso nella norma, ma è presente un comportamento di abbuffate e uso di purganti.
L'episodio di abbuffata si caratterizza per il mangiare in un definito periodo di tempo (ad es. un periodo di due ore), una quantità di cibo significativamente maggiore di quello che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso tempo ed in circostanze simili.
È presente la sensazione di perdere il controllo durante l'episodio (ad es. sensazione di non riuscire a smettere di mangiare o a controllare cosa e quanto si sta mangiando).

Per evitare di aumentare di peso in seguito agli episodi di abbuffata, la paziente mette in atto condotte compensatorie come vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici, enteroclismi o altri farmaci, digiuno o esercizio fisico eccessivo.
Gli episodi di abbuffata e i conseguenti interventi compensatori si susseguono con una certa frequenza, in media almeno due volte alla settimana, per tre mesi. Le abbuffate vengono spesso attuate di nascosto, con vergogna e disgusto per lo scarso controllo mentre i comportamenti di compensazione portano sollievo.
Le persone bulimiche sono generalmente impulsive e le abbuffate e l'uso di purganti coesistono con rapporti sessuali impulsivi, l'abuso di sostanze. Si tratta di soggetti che hanno difficoltà a posticipare la scarica degli impulsi, hanno bassa autostima di cui i livelli sono influenzati dalla forma e dal peso corporeo, temono di aumentare di peso, desiderano dimagrire e sono intensamente scontente del loro aspetto fisico.

Il disturbo è sovente accompagnato da ansia e depressione.

Gli interventi maggiormente utilizzati per curare le persone con bulimia sono la rieducazione alimentare, l'intervento psicologico e farmacologico.
La rieducazione alimentare permette di stabilire sequenze di pasti regolari, migliorare le abilità spesso deficitarie nei disordini alimentari, incoraggiare la pratica non eccessiva di esercizio fisico.
L'intervento psicologico risolve i problemi frequentemente associati alla patologia come l'ansia o la depressione. Psicoterapie individuali o di gruppo, specialmente quelle cognitivo- comportamentali, interpersonali e della famiglia, si sono dimostrate efficaci.
I farmaci psicotropi, in particolare gli antidepressivi, come gli SSRIs (inibitori selettivi della ricaptazione di serotonina), sono utili in particolare nelle persone con elevati livelli di depressione o di ansia, o nei casi in cui non vi è stata una adeguata risposta al solo trattamento psicosociale. Questi farmaci possono anche supportare nella prevenzione delle ricadute.

Alessandra Banche

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