Disturbo ossessivo compulsivo

Il disturbo ossessivo-compulsivo è un disturbo d'ansia caratterizzato dalla presenza di ossessioni e compulsioni.

Le ossessioni sono pensieri, immagini, impulsi ripetitivi e persistenti, riconosciuti come propria creazione mentale, ma che hanno un carattere intrusivo per la coscienza.
Ad esempio, una persona ossessionata dalla pulizia, ha sempre la sensazione di essere sporco, ma pur riconoscendo che si tratta solo di una sua impressione, non riesce proprio a distogliere l'attenzione da tale idea.

Le ossessioni generano molta ansia, e per poter trovare un temporaneo sollievo da essa, ci si sente costretti a mettere in atto delle compulsioni, cioè dei rituali.
Tornando all'esempio di prima, una persona ossessionata dall'idea dello sporco, si sentirà costretta a lavarsi le mani un'infinità di volte al giorno.
Egli è consapevole che non è realmente necessario procedere a tutti questi lavaggi, ma se non esegue il rituale, si angoscia, sta molto male.
Vi sono pazienti che finiscono con l'irritare gravemente l'epidermide delle mani, a forza di strofinarla con il detergente, e sono consapevoli dell'assurdità del loro gesto.

Le ossessioni più frequenti sono:
- Ossessione dello sporco e della contaminazione: il paziente si sente sporcato dal contatto reale o presunto con oggetti potenzialmente vissuti come contaminanti, fonti di sporcizia, d batteri o di sostanze tossiche. Anche solo pronunciare il nome della sostanza contaminante può dar vita al rituale di pulizia. I rituali di pulizia possono essere imposti ai familiari, ad esempio vi era una casalinga che obbligava il marito e i figli a cambiarsi tutti gli abiti (indumenti intimi compresi) ogni volta che rientravano a casa: se li faceva consegnare e procedeva con la loro sterilizzazione.
- Ossessioni dubitative: il paziente pensa continuamente a un tema particolare, e si sente costretto a eseguire rituali di controllo. Ci si può interrogare sull'esecuzione di azioni quotidiane quali: ho chiuso il gas? Ho spento la luce? Ho chiuso le finestre? I rituali di controllo assorbono molto tempo, perché ci si sente costretti a verificare più volte, o un numero prefissato di volte (10, 50…) se tutto è in ordine.
Ad esempio, un uomo non riusciva più ad andare a lavoro in auto perché era ossessionato dall'idea di investire i pedoni, così si fermava più volte durante il tragitto per controllare di non avere fatto male ad alcuno, arrivando con molto ritardo in ufficio. Altre volte le ruminazioni si riferiscono a temi esistenziali: perché esisto? Quando finirà il mondo? La persona passa ore a pensare a questi temi e prova una grande angoscia.
- Ossessioni impulsive: il paziente ha in mente un atto ben preciso, sconveniente e sgradito, che si sente obbligato ad agire. L'impulso può essere aggressivo (sia verso sé stessi che verso altri), può essere verbale (insultare, bestemmiare), o fisico (picchiare). La persona ha paura di poter mettere in atto il suo impulso, cerca di evitare situazioni o persone che possano istigarlo ad agire. È raro che il soggetto si abbandoni al proprio istinto, ma spende molta energia per controllarlo.

Il disturbo ossessivo-compulsivo è tra i più gravi disturbi d'ansia ed è difficile da curare.
Sorge in età giovanile, raramente dopo i 40 anni, può essere improvviso e preceduto da un evento significativo.

I farmaci serotoninergici hanno un certo successo nel trattamento del disturbo, presentano pochi effetti collaterali ma sono necessarie dalle 4 alle 6 settimane prima di mostrare effetti benefici.

Le terapie cognitivo-comportamentali sono considerate utili per aiutare il paziente a fronteggiare le sue ossessioni e controllare l'ansia che deriva dalla mancata esecuzione del rituale.

Alessandra Banche

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