Disturbo d'ansia generalizzato

Il disturbo d'ansia generalizzato si caratterizza per un persistente, duraturo e cronico stato di agitazione.
La persona con disturbo d'ansia generalizzata non teme uno stimolo specifico, o una situazione particolare, come avviene in altre fobie, ma vive in un perenne stato di preoccupazione, come se si aspettasse una catastrofe imminente.
L'ansioso può essere preoccupato per la salute, il lavoro, i familiari, senza che vi siano reali motivi, tanto che risulta difficile identificare una causa a cui attribuire lo stato di apprensione.
L'ansia caratterizza la giornata dei pazienti, che si svegliano al mattino già preoccupati per dover affrontare i normali impegni quotidiani.
Queste persone perdono il senso della routine e si pongono di fronte alle mansioni di tutti i giorni come se si trattasse di compiti nuovi e difficili, interpretando eventi banali come precursori di grandi problemi.
Il soggetto spesso si rende conto che la sua preoccupazione è immotivata o comunque eccessiva ma questa consapevolezza non lo aiuta a dissolvere i suoi timori.

L'ansia non si esprime solo con la sensazione di apprensione, ma anche con manifestazioni sul piano fisico, che comprendono senso di affaticamento, cefalea, tensione, dolori muscolari, difficoltà di deglutizione, tremori, irritabilità, sudorazione, vampate di calore.

I sintomi somatici portano inizialmente il soggetto a chiedere aiuto ad un medico, più che a uno psicologo, nella convinzione di essere affetto da una patologia di origine fisiologica.
L'incapacità di rilassarsi provoca insonnia, scarsa concentrazione per le perenni preoccupazioni che si affacciano alla mente.

Il disturbo d'ansia generalizzato è stato sottovalutato per molto tempo perché non è altamente invalidante: chi ne soffre non evita delle situazioni specifiche e non subisce particolari limitazioni lavorative o sociali, cosa che avviene in alcune fobie. Il fatto di non avere un comportamento di evitamento non risparmia comunque il paziente dalla sofferenza perché per lui diventa faticoso e stressante svolgere anche le più banali attività.

L'età d'insorgenza del disturbo è giovanile o adulta, e spesso compare associata a stati depressivi o ad altri disturbi di origine psicologica.

I farmaci ansiolitici offrono un notevole aiuto per alleviare lo stato ansioso, tra i più comuni vi sono:
- Benzodiazepine (Lorazepam, flurazepam, clonazepam, diazepam…): agiscono immediatamente ma possono portare dipendenza, secchezza della bocca, difficoltà di concentrazione e memoria, difficoltà di deambulazione
- Serotoninergici (Citalopram, fluvoxamina, paroxetina…): hanno pochi effetti collaterali ma richiedono 4-6 settimane di cura prima di mostrare dei benefici.

Il supporto psicoterapeutico è considerato efficace perché modifica le cognizioni distorte del paziente, che lo portano a vivere la maggior parte degli eventi come possibili catastrofi, e sostituisce i pensieri ansiosi con visioni maggiormente rispondenti alla realtà.
Sono molto utili anche le tecniche di rilassamento perché insegnano al soggetto a controllare i sintomi neurovegetativi causa di malessere.

Alessandra Banche

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