| Claustrofobia |
La claustrofobia è la paura di luoghi chiusi o troppo affollati, come ascensori, gallerie, scompartimenti dei treni, cabine telefoniche… Le persone che soffrono di claustrofobia manifestano malessere, sensazione di soffocamento, oppressione, e hanno l'impressione di essere rinchiusi o imprigionati ogni qual volta sono esposti alla situazione fobica. La claustrofobia e le sensazioni che ad essa si associano ricordano le risposte di terrore tipiche degli animali intrappolati senza alcuna via di scampo. La claustrofobia e l'agorafobia sono considerati due facce della stessa medaglia in quanto le situazioni che spaventano sono simili, ma con la motivazione sottostante differente: l'agorafobico ha timore dell'attacco di panico, di non poter essere soccorso in caso di malessere e apprezza di essere accompagnato e rassicurato da una persona di fiducia, il claustrofobico si sente soffocare se attorno a sé non ha uno spazio da lui considerato sufficientemente ampio. Il claustrofobico e l'agorafobico hanno strutture di personalità opposte: il primo è in genere una persona autonoma, ama avere i propri spazi, la propria indipendenza, è infastidito da chi si preoccupa per lui, mentre l'agorafobico in genere è una persona passiva e dipendente che ha bisogno di qualcuno che si occupi di lui, ama i legami stabili. L'agorafobico può diventare claustrofobico per reazione, ovvero, magari inconsapevolmente, si sforza di superare le sue paure esponendosi talmente a situazioni ansiogene che lo portano a sviluppare il disturbo opposto! Alessandra Banche Vedi tutti gli articoli pubblicati dall'autore |