L'isterica

L’aggettivo "isterico" viene tendenzialmente usato per indicare quelle donne dall’atteggiamento capriccioso e teatrale.

Ovviamente esistono anche isterici uomini ma tale termine è raramente utilizzato per loro.
Gli uomini pieni di pretese, desiderosi di essere al centro dell’attenzione, vengono di solito etichettati come narcisisti: insomma, come se i narcisisti fossero sempre maschi e le isteriche fossero solo donne...

Questa dicotomia è frutto di stereotipi culturali perché in termini di diagnosi psicologica di disturbo di personalità le cose stanno diversamente.
Il confine tra narcisismo e isteria è a volte piuttosto labile e non sempre è semplice fare delle diagnosi chiare, come non sempre è facile distinguere un disturbo borderline di personalità da uno isterico di personalità.
Inoltre, il disturbo isterico di personalità non deve essere confuso con l’isteria intesa come disturbo nevrotico (vedi l’area disturbi principali, rubrica disturbi somatoformi.

Le donne isteriche hanno spesso successo nel loro lavoro, sono ambiziose e competitive ma, dal punto di vista relazionale, sono persone molto dipendenti dagli altri, vogliono essere protette, hanno difficoltà a prendere decisioni in autonomia. Hanno spesso problemi inerenti la sessualità, di solito non soddisfacente, e nei rapporti sentimentali, che non sono considerati mai abbastanza.
Perdono la testa per l’uomo sbagliato, quello con cui non potranno mai costruire un futuro, mentre chi è alla loro portata non le attira. Per loro tutto ciò è frustrante, ma allo stesso tempo sembra quasi impossibile uscire da questo circolo.
Sono donne seducenti ma non sembrano essere consapevoli del loro fascino. Tendono a civettare con l’altro sesso, spesso dando false speranze agli uomini che incontrano sul loro cammino ma questo atteggiamento è così radicato in loro che proprio non se ne rendono conto. Vivono di emozioni e di impressioni, sono pessime osservatrici. Questo lo si può riscontrare nei loro discorsi, per cui sprecano fiumi di parole, e che arricchiscono con un eccesso di gestualità e un’impeccabile mimica, ma che in realtà sono privi di dettagli e comunicano poco. Insomma, il loro stile teatrale le fa sembrare ottime attrici, ma noiose interlocutrici.
Hanno difficoltà a controllare le emozioni, da cui si sentono sopraffatte e che esprimono nella loro pienezza, in modo inadeguato rispetto al contesto.

Basta pensare a quelle persone che scoppiano a piangere nelle riunioni di lavoro, o lanciano oggetti contro il partner durante una discussione ma, dopo pochi attimi, ritorna la quiete e per loro tutto passa, mentre l’interlocutore rimane piuttosto attonito.

Alessandra Banche

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