Le disfunzioni sessuali

Le disfunzioni sessuali sembrerebbero dovute ad un mal funzionamento di una delle tre componenti del desiderio sessuale:
  • la pulsione: ha origini biologiche e può essere condizionata da fattori fisici, come il livello ormonale, malattie, farmaci
  • il desiderio: è associato a fattori ideologici e cognitivi. Ad esempio, una persona per credenze religiose può non volere avere rapporti sessuali in alcuni periodi, oppure può rifiutarli per timore di malattie
  • la motivazione: è legata al bisogno di relazione.

Gli interventi psicoterapeutici si rivolgono in particolare modo a questa terza componente.


I tre elementi del desiderio in un soggetto privo di disfunzioni sessuali funzionano in sincronia.

Nel corso di una terapia sessuale è indispensabile comprendere il motivo della mancanza di tale sincronia.


È stato notato che i problemi legati alla motivazione sono la maggior causa delle disfunzioni sessuali all’interno di una coppia. Ad esempio, uno dei partner può non desiderare avere rapporti con il compagno perché ha un’altra relazione, perché è molto arrabbiato con l’altro, o perché vede l’altro in modo distorto.

La risposta sessuale è suddivisa in quattro fasi (Kaplan):

  • fase del desiderio: è data dal corpo dell’altro, dalla situazione, dal bioritmo.
    I segnali sessuali acquistano grande rilievo, sembrerebbe che gli uomini siano più attratti da segnali visivi (la bellezza, la giovinezza..) mentre le femmine apprezzano le caratteristiche di potere. Il desiderio può essere innescato da fattori comportamentali, quali il corteggiamento.

  • fase di eccitamento: è correlata alla fase precedente, può essere innescata da fattori fisici oppure da un’idea. In questa fase si attiva la risposta fisiologica (erezione del pene, lubrificazione della vulva…).

  • fase dell’orgasmo: è dato da contrazioni automatiche e ritmiche con preciso inizio del tempo che interessano gli organi genitali, corrisponde alla sensazione di massimo piacere durante il rapporto e comporta una lieve perdita di coscienza.

  • fase di risoluzione: si allunga con l’avanzare dell’età.

A livello terapeutico, le terapie sessuali comportamentali brevi danno buoni risultati.
Il terapeuta individua quali delle fasi della risposta sessuale è problematica e prescrive esercizi mirati che la coppia si impegna a svolgere a casa.
Durante le sedute in studio i pazienti analizzano l’esecuzione di tali esercizi e le eventuali difficoltà incontrate.

Le terapie brevi funzionano se il problema è circoscritto alla sessualità (ad esempio, ansia da prestazione, insicurezze) e ciascun partner è soddisfatto della relazione.
Altre volte, i partners possono avere disturbi di personalità, problemi nevrotici e la disfunzione sessuale è solo un sintomo della loro sofferenza.
In questi casi, le terapie sessuali brevi non danno buoni risultati se prima non si risolve il problema di fondo. Ad esempio, pazienti con rilevanti problemi d’ansia e attacchi di panico, non possono affrontare serenamente la sessualità se prima non curano l’ansia attraverso appositi farmaci e tecniche di rilassamento. Tali persone in continuo stato di agitazione non riescono infatti ad eseguire le tecniche prescritte perché esse incrementano ancora di più la loro ansia.

Alessandra Banche

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