| L'isteria |
Il termine isteria è ormai di uso comune per indicare una persona che perde facilmente il controllo. La parola ha origine greche, deriva da usteron, che significa utero. L’isteria può essere divisa in: - isteria di conversione: è fondata sulla presenza di apparenti segni fisici, prevalentemente neurologici, quali la paralisi di un arto, cecità… in assenza di una patologia fisica obiettiva - isteria dissociativa: è caratterizzata da alterazioni dello stato di coscienza e d’identità. Il disturbo è presente in maggior misura nelle donne che negli uomini, era diffuso soprattutto all’inizio del secolo scorso (l’epoca di Freud e della psicoanalisi, nata per curare in particolare l’isteria). Attualmente la crisi isterica assomiglia ad uno svenimento con caratteristiche teatrali e manipolatorie: il paziente si lascia cadere in modo controllato in presenza di altre persone, in una situazione emotivamente rilevante.
La personalità isterica si contraddistingue per l’immaturità e l’infantilismo. Si tratta di soggetti che, anche da adulti, non raggiungono un’indipendenza affettiva, sono volubili e capricciosi, si esprimono con teatralità. Gli isterici hanno una certa difficoltà a valutare la realtà, pretendono l’immediato soddisfacimento dei loro bisogni, sono facilmente distraibili e impressionabili. La psicoterapia aiuta i pazienti ad avere una visione meno distorta del mondo, ad osservare con maggiore attenzione gli eventi, a fissarli in memoria, a riconoscere le proprie emozioni e a controllarle. Sembrano essere utili le terapie di gruppo, dove gli isterici sono ammirati per la loro capacità ad esprimere le emozioni e riescono a conquistare le simpatie degli altri pazienti grazie alla loro naturale abilità di instaurare relazioni. Alessandra Banche Vedi tutti gli articoli pubblicati dall'autore |