Salve, mi chiamo *****, e circa un anno fa ho frequentato per un mese, un fantastico mese una ragazza che mi ha confessato di essere bipolare. Dapprima non sapevo di cosa si trattasse, per cui conoscendo la mia dedizione, il mio amore, la mia tenacia e costanza, le dissi che non vi era nessun problema e che qualsiasi cosa avremmo potuto affrontarla insieme. Ci giurammo, sin dalla prima sera, poiché venivamo entrambe da delusioni cocenti, di dirci tutto.
Stavamo bene insieme, lei una bella ragazza, simpatica, empatica, intelligente, sensibile, amorevole nei confronti della famiglia, mi parlava sempre dei suoi desideri, di avere una famiglia, dei figli. Mi diceva sempre che probabilmente quei suoi problemi le potrebbero passare qualora avesse avuto un bambino. La cosa mi intenerì ulteriormente, e volentieri ci frequentammo per quel mese.
Per la prima volta dopo anni mi aprii completamente. Volevo finalmente riaffrontare la possibilità di condividere la mia vita con una persona. Ero felicissimo come non lo ero stato da tanto tempo. Ci fu anche una uscita con tutta la sua famiglia, che gradii, perché mi sembrò una buona presa di posizione.
Io vengo da un divorzio e altre tre storie andate male. Mai interessato ad avventure. Per cui desideravo qualcosa di serio e concreto e solo questo.
Non ci siamo mai messi insieme. Progettavamo di farlo, ci saremmo dovuti conoscere e lei non voleva correre. Io le dicevo che aveva tutto il tempo che voleva. Però passavamo serate romanticissime. Ritenevo che qualsiasi cosa avesse potuto turbare il ns nascente rapporto, potesse essere affrontato, poiché sono sempre stato un tipo tenace, e che ha sempre dialogato su tutto.
Poi di colpo mi fa' sapere che il suo ex (un tipo senza testa di 40 anni, figlio di papà che non ha mai fatto nulla, giocatore di carte e spesso ubriaco) si e' rifatto sentire. E' titubante. Una sera mi rassicura che io non ho niente a che vedere con lui, valgo mille volte di più, sono serio, stabile, piacevole, simpatico, con profondi valori, lavoratore, onesto... Una serata di complimenti. Era inizio giugno. L'indomani dovevamo uscire per la prima volta con i miei amici. All'orario dell'appuntamento mi fa' sapere che quella sera non sarebbe venuta con me. Aveva risentito il suo ex, che gli aveva giurato che sarebbe cambiato. Lei per tutta risposta le crede e dunque ritorna con lui. Da lì seguirono chiarimenti litigi. Non capivo.
La storia finì qualche mese dopo. Lui, violento, fece a botte con lei. Dopo qualche mese riuscimmo. Lei mi raccontò l'accaduto; passammo una splendida serata di fine estate, e chiarimmo che poiché lei una volta per tutte aveva superato la storia con il suo ex, di riprovarci. Lei mi disse che ero stato molto paziente, e che non c'erano preclusioni da parte sua affinché la relazione fosse rivalutata. Uscimmo una o due sere. Certo, stavolta, ero un po' più accorto. Di botto, sparì, senza nessun motivo. Alla ultima sera passata insieme stando benissimo (cosa che mi ripeté telefonicamente per diversi giorni) si affiancò dapprima l'accenno che avevo però provato a baciarla e poi, si dileguò.
Provai a chiamarla diverse volte, ma a volte mi rispondeva altre volte no. Pensai e' in una fase depressiva e le diedi tempo. Cosi' passo' tutto l'inverno. Un inverno piovoso, freddo. Malinconico. Intorno Marzo cominciò nuovamente a rispondere al telefono, ma ai miei inviti ad uscire rispondeva di no. Poi di botto, per due volte mi chiuse la telefonata. Pensai ad una nuova fase depressiva, ma volevo avere un suo contatto. Ho passato un anno dietro il pensiero di lei, a documentarmi, capire, farmi forza, comprendere. La mia vita nel frattempo si era annullata verso qualsiasi altra forma di contatto con altre ragazze. Avevo sempre l'immagine di lei, le sue parole, i suoi desideri che coincidevano con i miei.
Dopo aver insistito un po' con le telefonate, mi risponde. Mi dice che non vuole più sentirmi ne vedermi. Lei si e' fidanzata, e' incinta e si deve sposare. Le chiedo ma dei ns progetti, di quello che ci dicevamo che ne era stato. Con una insensibilità da fare paura mi dice che tutto e' frutto delle mie fantasie, che non ha mai provato nulla, e se le ripeto le sue parole mi dice che sono frutto di fantasie. Tento disperatamente di farle capire che le voglio un bene dell'anima, che l'amo, ma nulla. Mi dice pure di essere a casa del suo ragazzo e che sta dormendo a casa sua, ma per certo so che lei era a casa sua...Poi penso alle sue parole... forse con un figlio tutto ciò mi passerà...
Franco
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