Co-counseling

Cos’è: Il co-counseling è uno strumento di sviluppo personale ideato negli Stati Uniti da Jackins tra gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso.

Il co-counseling non è un percorso psicoterapeutico, ad esso possono partecipare solo persone mentalmente equilibrate, che non usino psicofarmaci e si sentano responsabili per sé stesse.

Il metodo prevede incontri di gruppo, ognuno dei quali dovrebbe essere idealmente composto da otto partecipanti e due insegnanti.

A cosa serve:
Il co-counseling è utile alle persone emotivamente bloccate che non riescono ad esprimere a pieno la propria personalità e si sentono costrette ad avere un ruolo costante all’interno del proprio ambiente, cosa non sempre appagante.
Il fine degli incontri è aiutare i partecipanti a confrontarsi con le proprie emozioni, imparare a liberarle anziché inibirle, uscire dalle abitudini comportamentali generate dal modo di pensare rigido.
Si identificano quattro abitudini comportamentali:

  • la vittima, si sente perseguitata
  • l’oppressore, ha l’impulso di manipolare gli altri
  • il ribelle, si oppone all’autorità
  • il salvatore, vuole risolvere le problematiche degli altri.

In quale di questi ruoli ti riconosci?

Spesso, una persona può riconoscersi in più ruoli a seconda delle circostanze, ad esempio può essere vittima sul lavoro, ribelle in famiglia, oppressore con il partner, salvatore con gli amici.

Il migliorare sé stessi può avvenire attraverso i seguenti processi:

  • Insight spontaneo: il proprio modo d’essere viene percepito, all’improvviso, sotto una luce diversa.
    Può essere il caso di chi si sente vittima del proprio datore di lavoro e, di punto in bianco, non è più risentito per i continui rimproveri e pensa "chi se ne importa!".
  • Rottura degli schemi disfunzionali: la persona riesce a rompere le vecchie abitudini, in modo rigido di pensare e d agire che lo ha soggiogato per anni, col risultato di ridurre lo stress.
  • Liberazione di bisogni repressi: i bisogni di affetto non soddisfatti risalgono all’infanzia, rendono dipendenti e manipolabili.
    La liberazione da essi permette alla persona di essere maggiormente autonoma.
  • Sviluppo delle competenze: acquisire nuove abilità permette di incanalare in modo più efficiente le proprie energie.

Ruoli:
All’interno della seduta di co-counseling si stabiliscono due ruoli, quello del cliente e quello del counseler.
Il cliente è il ruolo più difficile, è lui che decide i tempi e gli obiettivi.
Tutti i partecipanti devono avere esperienza con il ruolo di cliente per comprendere la difficoltà del mettersi in gioco.
Si può essere consulente solo dopo avere sperimentato il ruolo di cliente e imparato le tecniche di co-couseling in un corso della durata di quaranta ore.
Egli presta attenzione, non critica, non dà consigli, non interpreta.
Interviene qualora il cliente sembra essere uscito di strada.

Struttura di un incontro:
All’inizio della seduta è necessario far scegliere al cliente un tipo di contratto tra i seguenti:

  • Contratto dell’attenzione libera: il consulente non interviene, presta attenzione al cliente.
  • Contratto normale: il consulente interviene quando il cliente sembra essere uscito di strada.
  • Contratto intensivo: il consulente aiuta il cliente a sostenere il processo di liberalizzazione

Una volta scelto il contratto, si procede con l'utilizzo delle tecniche.
Si inizia l’incontro con una tecnica del tempo presente finalizzata a distendere il cliente, allenarlo a lavorare per obiettivi, a concentrarsi sul compito.
Si passa poi all’utilizzo di una tecnica di rilassamento, che invita il cliente ad esercitarsi nell’espressione delle emozioni.
Segue una tecnica di base, volta a rompere i comportamenti abituali e a favorire l’insight istantaneo.

La seduta si conclude con una tecnica di empowerment per liberare l’energia, celebrare le potenzialità e competenze del cliente.

Alessandra Banche

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