La psicoanalisi

La psicoanalisi trae origine dalle teorie di Sigmund Freud e si basa sul concetto centrale di conflitto, concepito da Freud come una dimensione ineliminabile della condizione umana.

L’essere umano si trova, infatti, in balia di diverse "forze" psichiche, alcune consce, altre inconsce, che possono anche essere in contraddizione fra di loro.

La mente umana viene concepita come suddivisa in tre principali apparati:

  • L’IO, che ha una funzione di mediazione tra il mondo interno all’individuo e la realtà esterna
  • Il SUPER-IO, che costituisce una parte separata dell’IO e trae origine dall’interiorizzazione da parte dell’individuo dei divieti e delle regole morali che i genitori trasmettono al bambino nei primi periodi della sua vita
  • L’ES, cioè il serbatoio di tutte le pulsioni inconsce dell’individuo che cercano costantemente di essere appagate

Sulla base di queste teorizzazioni, Freud concepisce il lavoro terapeutico tra analista e paziente come una situazione nella quale al soggetto viene chiesto di esprimere attraverso le parole tutti i pensieri, le sensazioni, le emozioni, le immagini che gli vengono in mente in quel preciso momento, senza censurarne o sopprimerne nessuna.

Obiettivo di questo lavoro è l’emergere del materiale psichico che fino a quel momento era represso o rimosso e cioè al di fuori della consapevolezza dell’individuo.

Il lavoro terapeutico deve aiutare il paziente ad arrivare ad una risoluzione dei conflitti intrapsichici attraverso una comprensione profonda degli stessi; questo aumento di consapevolezza aiuta il soggetto ad affrontare i conflitti emersi nel corso dell’analisi in maniera più matura.

Secondo Freud, la risoluzione non riuscita di questi conflitti intrapsichici conduce alla strutturazione dei disturbi di natura nevrotica.

Luisella Porporato

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