Tic

Un "tic" è un disturbo del sistema muscolo scheletrico che si manifesta come risposta motoria disfunzionale.
Non trova riscontro in un danno organico e non se ne conosce l’eziologia.

I tic si suddividono in:

  • motori
  • vocali
  • semplici: coinvolgono pochi muscoli (ad es. ammiccamenti, alzate di spalle) o comportano l’emissione di suoni semplici (raschiarsi la gola, soffiare)
  • complessi: coinvolgono gruppi multipli di muscoli (ad es. saltare, annusare ripetutamente un oggetto) o l’emissione di parole e frasi. Questi tic sono di durata più lunga, durano secondi o più.

Secondo una prospettiva cognitivo – comportamentale, i tic sarebbero appresi in risposta ad un evento traumatico o stress.
Il comportamento motorio disfunzionale persiste e viene rinforzato attraverso una pratica abitudinaria o automatica.

Sembrerebbe che il tic abbia la funzione di abbassare uno stato d’ansia, si creerebbe quindi la sequenza:

  • A: tensione, ansia
  • B: tic
  • C: riduzione dello stato d’ansia.

Le persone che soffrono di tic avvertono qualcosa di simile ad una spinta premonitrice per poi trovare impossibile reprimere il movimento.
Dopo l’esecuzione, si prova sollievo o riduzione della tensione.
Il comportamento crea notevole imbarazzo, può essere limitante nei rapporti sociali.
I tic aumentano in periodi di pressione, raramente compaiono nel sonno.

Per risolvere il disturbo, vengono proposti de metodi comportamentali, tra cui:

  • La pratica massiva: si invita il paziente a produrre il tic a comando, davanti allo specchio, per periodi di tempo crescente, arrivando anche a 45 minuti consecutivi. In questo modo, il tic non viene più associato ad una modalità di riduzione dell’ansia ma viene considerato un faticoso movimento fine a sé stesso. Si origina un’abitudine incompatibile e non un modo per scaricare la tensione.
  • Il rilassamento muscolare
  • Il controcondizionamento: il paziente esegue dei movimenti incompatibili con il tic, ad esempio, chi si mangia le unghie deve impugnare degli oggetti, chi si succhia il pollice deve stringere i pugni, chi fa dei sussulti con le spalle deve tenere le spalle abbassate e le mani contro le gambe.
  • Biofeedback: è un macchinario in grado di misurare la tensione muscolare. Quando i muscoli sono eccessivamente tesi, un suono avverte il paziente che deve aumentare il suo stato di rilassamento. Con l’allenamento il soggetto imparerà a controllare la tensione.
  • Metronomo: il paziente esegue dei movimenti prestabiliti al ritmo di un metronomo. I muscoli interessati saranno quelli usati per produrre il tic. Lo scopo è quello di aumentare il controllo di alcuni gruppi muscolari.

Alessandra Banche

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