Guarire dalle balbuzie

Alla base delle balbuzie sembrerebbe esserci un circuito neuroanatomico anomalo, oltre a meccanismi di rinforzo negativi che manterrebbero il fenomeno.
Per questo motivo non ci si dovrebbe aspettare una guarigione permanente, ma essere preparati alle possibili ricadute.
Questo è di difficile accettazione per il paziente, generalmente perfezionista ed orgoglioso, che deve imparare ad accettare i miglioramenti raggiunti.

Le principali tecniche terapeutiche sono:

  • Tecniche di rilassamento: volte ad insegnare una corretta respirazione e a favorire lo sblocco dei muscoli prelangirei.
    Infatti, il balbuziente non si rilassa completamente tra una parola e l’altra e la crescente tensione provoca un blocco.
    Le tecniche di rilassamento insegnano al paziente a rilassare i muscoli prima di arrivare al blocco.
  • Metronomo: è utile per aiutare il paziente a scandire le parole pronunciandole secondo un ritmo, per parlare lentamente.
  • Rumore bianco: il paziente parla senza poter udire la sua voce, perché ciò viene impedito da un rumore simile ad uno scroscio d’acqua, trasmesso attraverso una cuffia. In questo modo il paziente, non avendo il rimando della sua parlata, tende ad esprimersi con tono di voce alto ma senza balbettare.
  • Tecniche ortofoniche: insegnano a parlare lentamente, adottando un ritmo cadenzato, ponendo l’accento sulle vocali, modulando il fiato emesso durante l’espirazione.
  • Lettura corale: il paziente legge seguendo il modello del terapeuta.
    Il paziente, che riesce così a leggere fluentemente, ha dei rimandi positivi sulla sua lettura.
  • Time out: insegna a fare una pausa prima di dire la parola desiderata.
  • Psicoterapia: per lavorare sull’autostima, l’assertività, le aspettative d’insuccesso, gestire le emozioni.
  • Farmacologia: l’intervento farmacologico è generalmente costituito da ansiolitici o antidepressivi.

Alessandra Banche

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