Gestire la rabbia

Quando siamo arrabbiati non dobbiamo sentirci delle persone cattive che si comportano in modo sbagliato.
La rabbia è un’emozione innata e ha una sua utilità.
L’importante è saperla utilizzare nel modo giusto, gestendola adeguatamente.

Alcune persone arrabbiate si fanno sopraffare dalle emozioni, perdono il controllo e possono giungere a fare cose per cui pentirsi amaramente in seguito.
D’altra parte, negare la collera può avere degli effetti deleteri per l’organismo: reprimerla ci può fare ammalare.

Per non farsi travolgere dalla rabbia sarebbe consigliabile trovare modi adeguati per scaricarla, ad esempio: fare abitualmente attività fisica, praticare tecniche di rilassamento e imparare ad essere assertivi evita di ritrovarsi con troppa tensione accumulata che prima o poi è destinata ad uscire.

Quando proviamo delle emozioni negative significa che qualcosa ci infastidisce e dobbiamo risolvere la questione. Riuscire a dire, in modo adeguato, all’altro che siamo arrabbiati con lui ci aiuta a correggere la persona in questione, che magari si sta comportando male con noi. Ovviamente dobbiamo parlare in modo controllato, senza alzare la voce, evitando luoghi comuni e magari prendendoci qualche minuto prima di dire ciò che ci preme.

Tecniche somatiche che al momento aiutano ad esprimerci in modo consono possono essere: contare i respiri che devono essere lenti e profondi, immaginare preventivamente la scena, correggere pensieri negativi in altri più razionali.
Il fatto di riuscire ad usare in modo positivo la nostra rabbia ci aiuta a rafforzare l’autostima, a trovare una soluzione adeguata ad un problema, non perdere di vista i nostri obiettivi, esprimere il nostro punto di vista.

A volte capita di avere a che fare con persone colleriche, che non appaiono per nulla motivate a tenere a bada la propria rabbia.
In questi casi bisogna avere l’abilità di gestirli, evitando di fare aumentare la loro collera. Per fare questo è bene tenere presente che non è il caso di partire per la guerra o rammaricarsi: non si può piacere a tutti.

Sentirci causa dei sentimenti negativi altrui ha solo un effetto colpevolizzante, è invece meglio focalizzarsi sul problema, anziché su se stessi.

Bisogna dimostrare all’altro di avere compreso il suo punto di vista parlando in modo semplice e diretto.
L’obiettivo è quello di ottenere la collaborazione altrui, senza però subire soluzioni non condivise.

Alessandra Banche

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