Dissociazione nel disturbo ossessivo

Si utilizza il termine "comorbilità" per indicare la compresenza di più patologie contemporaneamente.

Esistono casi in cui i fenomeni dissociativi appaiono in concomitanza ad altri disturbi, aggravandone le manifestazioni e la prognosi.
Quando la dissociazione si instaura su un disturbo ossessivo compulsivo, si hanno le manifestazioni di entrambe le patologie.
L’ansia, ingestibile, costringe il malato a emettere dei comportamenti rituali per alleviarla.

L’ossessivo vive in modo molto rigido, rispettando delle "regole" autoimposte, come ripetere dei controlli tre volte o multipli di tre, evitare contatti con alcuni luoghi ritenuti "contaminati", oppure eseguire complessi calcoli per tranquillizzarsi.
Qualora il rituale non fosse eseguito, ne conseguirebbe il timore che qualcosa di brutto potrebbe accadere a sé, oppure a persone care. Dopo anni di malattia la persona si rassegna, convive con i rituali tanto che diventano parte di sé e non ci si potrebbe immaginare senza.
La presenza di fenomeni dissociativi, come delle amnesie prolungate, in concomitanza al mancato rispetto di una regola è equiparabile ad una difesa dal pericolo di una punizione (immaginaria) per essersi comportati in modo non consentito.

Ad esempio, un paziente che si disinfetta più volte al giorno per paura dei germi ed evita contatti con tutto ciò che è "contaminate", potrebbe, in uno stato mentale alterato, infilare le mani nel water senza poi lavarsi! Il sospetto di queste amnesie (in genere ci si accorge che qualcosa di "strano" sta avvenendo) spaventa molto il malato, che teme di stare impazzendo.

L’amnesia, in un certo senso, aiuta il paziente, perché chi non ricorda non può soffrire per qualcosa che non sa. Se la persona viene informata di cose che ha fatto durante una dissociazione, reagisce con incredulità: "non posso certo essere stato io!".
L’instaurarsi di un disturbo dissociativo in genere deriva da un’infanzia piuttosto difficile, caratterizzata da delle perdite o da genitori inadeguati a rispondere alle necessità dei bambini piccoli. Ci si riferisce a genitori assenti perché malati, depressi o con sofferenze troppo grandi per riuscire ad essere dei buoni genitori, a donare affetto. La presenza di dissociazioni rende difficoltosa la cura del disturbo ossessivo compulsivo con le tradizionali tecniche.

È necessario un percorso terapeutico più lungo, dove la sperimentazione di una relazione adeguata con lo psicoterapeuta dà la possibilità di riflettere sul rapporto passato con i genitori e permette di costruire una coerenza tra i differenti stati emotivi interni.

Non tutti i pazienti potranno raggiungere l’obiettivo di ricostruire un’identità armonica. Il trattamento farmacologico è un valido aiuto, è infatti nota l’efficacia della combinazione tra farmaci ad azione serotoninergica e noradrenergica.

Alessandra Banche

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