Il controllo delle emozioni

Per molto tempo le emozioni sono state assimilate alla parte irrazionale dell’essere umano, a quel lato della persona difficile da controllare, che improvvisamente prende il sopravvento impedendoci di valutare secondo logica gli eventi e di perseguire in modo pianificato i nostri obiettivi.
In realtà le emozioni sono costantemente presenti nella nostra vita ed in genere le sappiamo usare in modo costruttivo.
Innanzi tutto è necessario prendere in considerazione l’intensità dell’emozione.

Quotidianamente, ognuno di noi prova un’ampia gamma di affetti che hanno una lieve intensità, pensiamo alla gioia di vedere una persona amata, all’ansia di guidare in mezzo al traffico, alla curiosità di sapere le novità della vita sentimentale di un nostro amico.
Queste emozioni non sono degli ostacoli ma, al contrario, forniscono degli stimoli per vivere, ci invogliano a mettere a punto delle strategie più adeguate per raggiungere degli obiettivi.
Ad esempio, possiamo organizzare meglio i nostri impegni per dedicare più tempo al partner, possiamo scegliere la strada meno trafficata o orari più tranquilli per percorrere dei tragitti.
Un discorso diverso vale per le emozioni molto intense, quali l’angoscia, il terrore, che ci obbligano ad interrompere bruscamente i nostri piani. A volte questo può essere vantaggioso.

Se, mentre stiamo uscendo, ci viene in mente di avere lasciato una finestra di casa aperta e ci assale la paura di subire un furto, è sicuramente più auspicabile tornare indietro a chiudere la finestra che ignorare la paura e ritrovarci la casa svaligiata!
Ci sono dei casi, nella psicopatologia, in cui le persone si sentono impotenti nei confronti di emozioni molto intense, di paure che impediscono di vivere secondo i loro desideri.
Riprendendo l’esempio di prima, se un individuo ha il timore di non chiudere le finestre di casa ogni volta che esce e si sente obbligato a perdere molto tempo per accertarsi che tutte le finestre siano chiuse, una preoccupazione che in certi contesti è funzionale, si è trasformata in un comportamento inadeguato, ciò che in psicologia viene chiamato disturbo ossessivo-compulsivo.
Per riuscire a controllare le emozioni, anziché vivere in balia di esse, è molto importante la valutazione che ne diamo. Il provare un’emozione è indicativo che qualcosa di importante, nell’ambiente o nei rapporti con gli altri, è cambiato.
1) Bisogna prima di tutto prendere in considerazione qual è l’evento che origina in noi un’emozione. Siamo spaventati, cos’è stato a farci paura? Siamo eccitati, cosa abbiamo in programma di fare?
2) In secondo luogo si deve pensare che tipo di persone siamo, cosa ci piace e cosa ci fa paura. Siamo molto timidi e detestiamo avviare una conversazione con uno sconosciuto? Siamo molto riservati e troviamo irritante il vicino di casa curioso? Siamo ansiosi e ci agitiamo quando i nostri familiari tardano a rientrare a casa?
3) Infine, si dovrebbe riflettere su qual è la nostra modalità di reagire agli stimoli, come le nostre emozioni sono ascoltate e controllate.
Questo è il compito più difficile perché richiede delle capacità introspettive, la sincera voglia di conoscerci e abbandonare la tendenza presente in ognuno di noi ad incolpare gli altri o le circostanze del nostro malessere. Osservandoci attentamente possiamo capire qual è il nostro stile nell’affrontare le varie situazioni della vita, come rispondiamo ad esse attraverso
- i comportamenti: scappiamo o affrontiamo le cose? cerchiamo aiuto o facciamo da soli?
- le parole: condividiamo con gli altri gioie e preoccupazioni o ci teniamo tutto dentro? come cambia, quando siamo emozionati, il volume della voce? il tono? il lessico?
- i pensieri : ci fermiamo a riflettere o siamo impulsivi? siamo ottimisti o ci aspettiamo il peggio?

Ognuno di noi può imparare a conoscere e controllare le emozioni imparando ad ascoltarsi. Una volta comprese quali sono le reazioni inadeguate alle situazioni possiamo impegnarci per cambiarle. Solo se il malessere è molto grande da impedirci di vivere la nostra vita abbiamo bisogno di uno specialista, come uno psicologo, che ci aiuti a fare ciò che da soli è diventato troppo difficile.
La capacità di controllare le nostre emozioni e non vivere in balia di esse indica che siamo persone attive in grado di portare a compimento dei progetti, trarre vantaggi da ciò che ci circonda o, per lo meno, di subirne i danni minori.
Controllare le emozioni ci permette di manifestare agli altri come ci sentiamo dentro e di farlo in modo adeguato alla situazione e secondo le modalità previste dalla nostra cultura di appartenenza e dall’educazione.

Alessandra Banche

Vedi tutti gli articoli pubblicati dall'autore
motivazione
1]

in vetrina

Il laboratorio della felicità 
di Raffaele Iannuzzi e Eddy Chiapasco


Il sito Disclaimer Mappa del Sito Area riservata